A molte persone capita di sentirsi ansiose e depresse; la morte di una persona cara, il licenziamento dal lavoro, il divorzio ed altre situazioni difficili possono portare chiunque a sentirsi solo, triste ,spaventato, nervoso, ansioso.
Questi sentimenti costituiscono delle normali reazioni allo stress della vita, ma alcune persone avvertono queste sensazioni ogni giorno e/o quasi senza alcun motivo apparente, rendendo difficile affrontare la normale routine quotidiana: chi ne viene colpito può essere interessato da un disturbo d’ansia, depressivo, o entrambi.
Non è raro che chi soffre d’ansia possa anche manifestare depressione o viceversa, le due condizioni vanno spesso di pari passo e una è la conseguenza dell’altra.
Depressione
La depressione è una condizione in cui una persona si sente scoraggiata, triste, senza speranza, immotivata, disinteressata alla vita in generale.
Quando questi sentimenti durano per un breve periodo di tempo si può trattare semplicemente di una fase non facile della vita, ma quando durano più di due settimane ed interferiscono con l’attività quotidiana, come prendersi cura della famiglia, trascorrere del tempo con gli amici o andare al lavoro o a scuola, è probabile che si tratti di un caso più grave di depressione. La depressione maggiore è una malattia curabile, che tuttavia influisce sul modo in cui una persona pensa, prova sentimenti ed emozioni e su come si comporta.
Sintomi della depressione maggiore
Cura e rimedi per depressione e disturbi d’ansia
Spesso la depressione e l’ansia possono essere trattati allo stesso modo, i sintomi delle due malattie si verificano spesso congiuntamente e la ricerca mostra che essi rispondono al trattamento con farmaci inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): è molto importante che questi farmaci vengano assunti sempre sotto la supervisione di uno specialista.
Oltre ai farmaci viene spesso associato anche un percorso di psicoterapia, diverse sono le tipologie di percorsi e di approcci, tra questi la terapia cognitivo-comportamentale agisce in modo da sostituire i pensieri negativi ed improduttivi con quelli più realistici ed utili, ma anche la terapia interpersonale e quella di problem-solving sono efficaci.
Il ruolo dell’alimentazione
E’ fondamentale nei soggetti predisposti, ma anche per chi non lo è, assumere uno stile di vita ed una alimentazione equilibrata. E’ importante sapere che certi farmaci anti depressivi interagiscono in maniera significativa con alcuni alimenti ed è bene sapere che la carenza di alcuni elementi può indurre sindromi depressive, senso di inadeguatezza, stress, difficoltà di concentrazione, stanchezza ecc.
Un soggetto depresso non dovrebbe mai saltare la colazione nè iniziare delle diete ipocaloriche, dovrebbe fare cinque pasti al giorno (quindi due spuntini al giorno oltre ai tre pasti tradizionali), non dovrebbe escludere i carboidrati ma piuttosto distribuirli durante la giornata in quanto aumentano i livelli di serotonina, dovrebbe moderare l’uso di alimenti nervini come caffè, the, cacao ecc in base a se soffrono anche di insonnia (in questo caso meglio evitarli) oppure no.
Anche l’attività fisica è importante contro la depressione: svolgere attività fisica per più di 40 minuti tre volte a settimana ha un effetto molto importante sul sistema nervoso centrale, in particolare per quanto riguarda la neurogenesi e le capacità di attenzione, concentrazione e memoria.
Neurostimolazione
La rTMS (stimolaizone magnetica transcranica) è un trattamento approvato dalla CE per il disturbo depressivo maggiore e dipendenze da cocaina, alcol, fumo, gioco d’azzardo patologico in cui i farmaci e altre terapie sono risultati inefficaci. Questa tecnica all’avanguardia utilizza impulsi elettromagnetici concentrati sull’area cerebrale di interesse, applicati con modalità (frequenza, durata del trattamento) specifiche per ogni condizione patologica. Applicati in modo ripetitivo, gli impulsi modulano le connessioni tra i neuroni, note come sinapsi.
I cambiamenti di lunga durata nelle connessioni neurali inducono cambiamenti duraturi e persistenti nell’attività cerebrale, invertendo i modelli anomali associati alla depressione o ad altri disturbi e ristabilendo l’equilibrio pre – patologia.